Un piccolo pensiero prima delle 24…

Natale è anche il momento di fare un bilancio dell’anno che è passato, per vedere se insieme a Gesù Bambino nel nostro cuore è germogliato il seme di speranza che ci è affidato.

Natale è anche il momento di fare un bilancio dell’anno che è passato, per vedere se insieme a Gesù Bambino nel nostro cuore è germogliato il seme di speranza che ci è affidato. Come scriveva Don Primo Mazzolari,

“Egli viene. E con Lui viene la gioia. Se lo vuoi, ti è vicino.
Anche se non lo vuoi, ti è vicino. Ti parla anche se non parli.
Se non l’ami, egli ti ama ancor di più. Se ti perdi, viene a cercarti.
Se non sai camminare, ti porta. Se tu piangi, sei beato perché lui ti consola.
Se sei povero, hai assicurato il regno dei cieli.
Se hai fame e sete di giustizia, sei saziato. Se perseguitato per causa di giustizia,
puoi rallegrarti ed esultare.
Così entra nel mondo la gioia, attraverso un bambino che non ha niente.
La gioia è fatta di niente, perché ogni uomo che viene al mondo viene a mani vuote.
Cammina, lavora e soffre a mani vuote, muore e va di là a mani vuote”.

E allora in questo Natale i miei auguri sono rivolti a chi sta per strada e non è ambulante
Auguri a chi prega e non ha né Dio né santi
Auguri a chi sta nei Centri di Espulsione, a chi vive nei campi nomadi ed è vagabondo delle stelle,
Auguri a chi vive sotto i ponti, e l’acqua scorre e non si ferma
Auguri a chi non ha più la fabbrica dove lavorava, a chi non ha più voce e soffoca le sue urla,
Auguri a chi è agitato da una disperazione che lo divora
Auguri a chi è prigioniero di un carcere o di un sogno che non si realizza e forse mai si realizzerà
Auguri a chi non si concede facili comodità nel rischioso mestiere di vivere
Auguri a chi ha ancora lacrime e rabbia per indignarsi di fronte a situazioni che non vanno, a chi ha perso lavoro e famiglia tentando la fortuna alle slot machines,

Auguri a chi è costretto a stare in tenda e non è campeggiatore, solo un banale terremotato

Auguri agli anziani e ai malati

Auguri a chi sta sempre in piedi perché un letto non ce l’ha, ha solo un cartone
Auguri a chi non ci sta, e continua a stringere il suo sogno con rabbia e con poesia
Auguri a chi è stato rimpatriato senza aver conosciuto né pace né speranza , solo un frammento d’illusione
Auguri a chi ha ancora tutti i denti e non sorride più
Auguri a chi i denti li ha persi ma continua a sorridere
Auguri a chi ancora vive rapporti di affinità e non di utilità
Auguri ai bambini e ai loro occhi pieni di speranza, Auguri a quanti perdono il lavoro e auguri a quanti il lavoro non lo trovano
Auguri alla sacra meraviglia del seno che allatta e dà la vita

E auguri a chi ha deciso di restare qui. Perchè non è necessario andare lontano per lasciare un’impronta cristiana in quello che si fa. La sfida è anche qui, ora e adesso. Ci si può sporcare le mani anche di cose buone e belle. Strappando terra all’ingiustizia.

E un grazie. A te che due e mezzo fa, insieme ad altri, mi hai spronato a candidarmi in consiglio di zona. Dandomi fiducia. A te che mi sostieni nelle mie battaglie quotidiane contro il tempo per inseguire questo piccolo grande sogno di fare la giornalista. Per raccontare la realtà con gli occhi della verità. Grazie per la responsabilità di Testata d’angolo e per quella del percorso su Elia. E per la bellissima frase che mi hai regalato quest’anno: “C’è un vecchio adagio che dice: se hai da chiedere qualcosa, chiedilo ad una persona che ha molto da fare, certamente una mano te la darà. Se ha poco da fare, farà fatica a darti una mano… così ho pensato bene di partire anche con questa piccola avventura che affido a te”.

Una frase proprio vera, che è servita a darmi coraggio anche in un momento di difficoltà. Quando senti che le fatiche sono tante e pensi di non riuscire a farcela, arriva la frase di un Amico. Che ti dice che qui e ora si compie il percorso immaginato per te da Dio.